Per far conoscere ai lavoratori italiani rientrati in patria a quali prestazioni hanno diritto in caso di sospetta malattia professionale da amianto, riportiamo qui di seguito le informazioni più importanti sui diritti, le prestazioni e la procedura per notificare una malattia professionale correlata all'amianto.
A chi si rivolge questa informativa?
Ai lavoratori che in passato hanno lavorato in Svizzera e sono stati esposti all'amianto, nonché ai loro familiari.
Quali sono le persone potenzialmente interessate?
In passato potevano essere esposti ad elevate concentrazioni di fibre d'amianto i lavoratori occupati nella fabbricazione e nella lavorazione di prodotti contenenti amianto. Ad esempio possono essere interessate le persone impiegate nella produzione di cementoamianto, nelle applicazioni di amianto floccato, nella costruzione di vagoni e nell'industria metalmeccanica. Altre persone potenzialmente esposte sono coloro che hanno prestato servizio nei settori in cui si lavoravano o si manipolavano regolarmente prodotti contenenti amianto, ad es. fabbri, elettricisti, copritetti, meccanici d'automobili, soffiatori di vetro e chimici.
Come ci si può ammalare?
Le fibre di amianto inalabili possono causare gravi malattie, in particolare tumori maligni.
Cosa fare in caso di malattia?
Bisogna informare il medico curante su una pregressa esposizione all'amianto affinché questi possa trasmettere l'informazione all'assicurazione sociale competente in Italia, la quale a sua volta informerà la Suva.
Segnalazione diretta della malattia alla Suva indicando le proprie generalità, nonché il nominativo dell'azienda presso la quale all'epoca è avvenuta l'esposizione all'amianto.
Chi paga le visite mediche?
A pagare è la Suva, se ha riconosciuto il caso come malattia professionale da amianto contratta in Svizzera oppure se considera soddisfatte le condizioni per una visita di profilassi nell'ambito di medicina del lavoro.
Quali prestazioni eroga la Suva in caso di riconosciuta malattia professionale?
Spese di cura, indennità giornaliere, indennità per menomazione dell'integrità e rendite, a seconda della natura e della gravità della malattia e del grado di limitazione dell'integrità.
Contatti
Suva, Divisione medicina del lavoro, Segreteria
tel 0041 41 419 52 78
fax 0041 41 419 62 05
arbeitsmedizin@dont-want-spam.suva.ch
Suva, Settore profilassi medicina del lavoro, Segreteria
tel 0041 41 419 54 68
fax 0041 41 419 59 51
medizinische.prophylaxe@dont-want-spam.suva.ch
Per informazioni e sostegno rivolgersi ai Segretariati regionali Syna. I nostri collaboratori e collaboratrici sono a disposizione delle vittime dell'amianto e dei loro famigliari.
Per maggiori informazioni della Suva sul tema amianto
Gennaio 2009
Una migliore informazione dei lavoratori italiani in passato esposti ad amianto in Svizzera: la Suva e l'assicurazione contro gli infortuni italiana INAIL stanno per concordare una lettera d'intenti. È inoltre previsto un gruppo di lavoro, formato dai sindacati e da altre organizzazioni, che dovrà trovare i mezzi più adatti per informare gli interessati.
Per molti lavoratori italiani in passato occupati in Svizzera, il contatto con l'amianto risale a decenni fa. A causa del lungo periodo di latenza molti hanno scoperto solo diversi anni dopo il loro rientro in Italia di essere affetti da malattia dovuta all'esposizione professionale all'amianto. Queste persone hanno diritto a far valere prestazioni assicurative nei confronti della Suva per tutta la vita se è dimostrata una malattia professionale. Il diritto a prestazioni Suva infatti non cade in prescrizione.
L'INAIL assicura il proprio sostegno alla Suva
Per informare le persone interessate sui loro diritti, già nel 2006 la Suva aveva organizzato una tavola rotonda a Lugano, alla quale parteciparono numerose organizzazioni. L'obiettivo comune era di migliorare l'accesso alle informazioni per gli aventi diritto a prestazioni. Con la seconda edizione della tavola rotonda a Lugano a Novembre 2008 è stato fatto un passo in più. La Suva e l'INAIL (l'Istituto nazionale italiano per l'assicurazione contro gli infortuni) hanno infatti siglato una lettera d'intenti in cui dichiarano la loro volontà di sensibilizzare i medici italiani - in particolare i medici di famiglia, che rivestono un ruolo fondamentale, ma anche altri interessati - riguardo alla problematica delle malattie da amianto.
Il secondo risultato importante della tavola rotonda è la decisione di formare un gruppo di lavoro (Task Force) per trovare soluzioni su come contattare direttamente, attraverso diversi canali, le persone colpite. Questo gruppo di lavoro sarà formato anche dai rappresentanti dei lavoratori fra cui il Syna, dagli enti di assistenza sociale (patronati) e dalle associazioni delle vittime dell'amianto.
Quasi mezzo miliardo per le vittime dell'amianto
La statistica della Suva sull'amianto rileva 2104 casi di malattia professionale da amianto per il periodo tra il 1939 e il 2006. Sulla totalità dei casi, 177 riguardano cittadini italiani. In passato l'esposizione all'amianto non avveniva soltanto nella lavorazione del cemento amianto ma anche in numerosi altri settori, come l'edilizia e l'industria elettrica o metallurgica. Dal 1939 ad oggi la Suva ha corrisposto alle vittime dell'amianto o ai loro superstiti prestazioni assicurative per un totale di 473 milioni di franchi.
Angela M. Carlucci
Delegata Politiche sindacali europee
Politiche sociali e migrazione